Descrizione
La scuola italiana pensata nella Costituzione – come dice Dario Janes in un suo saggio – è una scuola che si fonda sui valori dell’equità, della promozione sociale e sulla valorizzazione di tutti-e gli-le alunni-e, qualunque sia la loro condizione personale e sociale.
Una scuola inclusiva guarda a tutti-e gli-le alunni-e e a tutte le loro potenzialità; interviene prima sul proprio contesto, poi sui soggetti e trasforma la risposta ai bisogni da specialistica in ordinaria. Una scuola che include progetta, pianifica e realizza tenendo conto di tutti-e e, come scrive ancora Andrea Canevaro, senza muoversi sempre nella condizione di emergenza, in risposta cioè al bisogno di un-a alunno-a con delle specificità che si differenziano da quelle della maggioranza degli-delle alunni-e della scuola.
Nella scuola che lavora per l’inclusione è necessario operare con un quadro chiaro delle esigenze da affrontare, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, e coinvolgere tutti i soggetti che operano all’interno della scuola.
L’inclusione riguarda qualunque allievo-a che, in un qualunque momento del suo percorso scolastico, incontra difficoltà evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e/o apprenditivo, dovuta all’interazione dei vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata.